C'erano diversi arazzi sulla parete
di fronte al mio lettino, accanto al lettone dei miei nonni. Quando andavamo a
trovarli in paese, quello era il posto in cui dormivo, sotto 3 pesanti coperte
che mi immobilizzavano. Nella penombra vedevo tutti i personaggi rappresentati
e le scene di vita nei campi. Il fascino era tale che fissandoli per un po',
con una magia che riuscivo a fare da bambina, li vedevo sollevarsi e muoversi,
diventare animati e riempire la stanza di fantasia.
(05.01.15)
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domenica 22 dicembre 2019
La strada
Dalla persiana del primo piano si
vedeva la strada acciottolata e un po' terrosa su cui passavano rare macchine,
alcuni carretti e i cavalli. Nel silenzio si distinguevano le voci ed i rumori
del falegname, sotto al balcone, e del fabbro ferraio di fronte.
U 'zzu Pinuzzu
si chiamava il fabbro, aveva un'incudine, un forno da dove usciva il metallo
incandescente e tantissimi oggetti metallici di uso sconosciuto... e lui era
tutto annerito, anche la sua faccia ed i capelli. Arrivavano sino a casa
l'odore di ferro lavorato, l'aroma acre di metallo segato, di officina; ed
anche il profumo di segatura, di legno stagionato e di trucioli che trovavi
sparsi sul marciapiede, quando uscivi di casa.
(05.01.15)
(05.01.15)
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