Eppure
splendi e riscaldi
e piano ti fai strada tra gli spazi
fondendo i bordi
smussando i confini
mutando in vita ciò che, inesorabilmente, avanzava in senso inverso.
Sole.
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giovedì 26 dicembre 2019
domenica 22 dicembre 2019
La Terra - Durante le vacanze estive in campagna si scopriva la Terra.
Erano
giornate di luglio, tanto assolate da riempirti gli occhi. E la luce era forte
tanto da farti piangere, ma calda e attraente da don potervi rinunciare...
Uscivi all’aperto, facevi pochi passi e andavi sul retro della casa. Lì si
trovava il campo appena mietuto, si camminava sulla paglia, si affondava nei
cumuli, ci si riempiva di pagliuzze dorate, si respirava l’odore del grano
maturo accecati dal caldo bagliore.
Erano
giornate d’agosto, calde, secche e il terreno odorava di arso, bruciava. Si
giocava seduti per terra, sulle zolle, con le zolle. Si facevano a pezzi fichi
d’india, canne, foglie, legnetti, e si costruivano antri, percorsi, ripari. Ci si metteva sulla pelle tutto, si
toccava tutto e alla fine della giornata si odorava di tutto. Si inseguivano
farfalle, grilli, lucertole, ramarri, rane, libellule...
Erano
notti d’estate, in cui si ragionava di via lattea, di stella polare, di gran
carro. Di luna e di sole.
(15.12.2018)
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